Fabiuccio Maggiore

L'economista scomodo

La Nazione Poyais di Gregor MacGregor

L’illustre filosofo e politico italiano Antonio Gramsci affermava: “L’illusione è la gramigna più tenace per la coscienza collettiva: la storia insegna ma non ha scolari!” Verissimo! Come aforismi che fanno riflettere sulla storia, mi piace anche citare il poeta e pensatore statunitense Ezra Pound: “Chi non si intende di economia non conosce affatto la storia!“.

E’ questo, probabilmente, il motivo per il quale l’uomo nonostante la continua esperienza sviluppata nel tempo, non riesca mai a partorire una morale che possa evitare la ricaduta nei medesimi errori che hanno condizionato negativamente l’esistenza di una intera umanità. 

Oggi voglio raccontarvi la storia di un truffatore scozzese di nome Gregor MacGregor, un uomo che si vantava di essere il cacicco, ovverosia il capo indiano di una tribù dell’America del Sud, della Città-Stato di Poyais.
 
 
Gregor MacGregor
Gregor MacGregor
Agli inizi del ‘800, Gregor MacGregor andò a Londra e aprì un ufficio di cambio con tanto di bandiera della sua Nazione, dove scambiava sterline inglesi per dollari di Poyais.
Poyais era una città ricchissima del sud America, almeno così andava narrando MacGregor, ricca di frutteti e di terre fertili per la coltivazione: il giardino dell’Eden.
I dollari di Poyais stampati da MacGregor
Questo abile mercante si mise a vendere appezzamenti di terreni accumulando denari e rilasciando carte di proprietà delle terre di Poyais ai malcapitati acquirenti e investitori che credettero ai racconti fiutando un possibile affare. Quando raggiunse una somma di denaro soddisfacente, Gregor MacGregor chiuse baracca e burattini e scappò a gambe levate. Sapete perché?
La città di Poyais non esisteva. Era una città inventata.
Agli inizi dell’800, la conoscenza della cartina geografica non era comune a tutti e questo portò non pochi uomini a cadere nella truffa di MacGregor.
 
Duecento anni dopo, nel 2022, sta accadendo qualcosa di analogo nel Metaverso, dove la gente compra dei “terreni” all’interno di un mondo virtuale che non esiste.
Il mercato immobiliare nell’isola 2.0. che non c’è sta raggiungendo cifre monstre di 500 milioni di dollari. Questa bolla speculativa di MacZuckerberg  è l’emblema della società dei nostri tempi: mentre molte famiglie a stento riescono a coprire le spese di mantenimento della loro unica casa, mentre altre perdono anche il loro unico tetto dove trovare riparo, grandi capitalisti hanno così talmente tanti danari da permettersi di investire centinaia di migliaia di dollari per l’acquisto di spazi virtuali dove potere fare alloggiare i loro avatar.
Spero che questa ennesima bolla speculativa scoppi al più presto e la gente ritorni a capire il vero valore delle cose, ricordando e conoscendo gli orrori e le truffe del passato.
 
Per Uomini Liberi e Sovrani!
 
Fabiuccio Maggiore
 
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